fbpx

RICORRENZE MUSICALI: CHARLIE CHRISTIAN | SPETTACOLART

RICORRENZE MUSICALI: CHARLIE CHRISTIAN | SPETTACOLART

La nona puntata di Ricorrenze Musicali è dedicata a Charlie Christian.

La rubrica ideata e curata da Salvatore Amara, chitarrista e autore cagliaritano, include la guida all’ascolto a chiusura dell’articolo con i “Percorsi Musicali”.

Il giorno 29 LUGLIO 1916 a Bonham, Texas, nasceva Charles Henry Christian, noto Charlie

CHARLIE CHRISTIAN

Charles Henry Christian, noto Charlie (Bonham, Texas 29 luglio 1916 – Staten Island, New York 2 marzo 1942).
Chitarrista blues, swing e jazz. La sua famiglia si trasferì a Oklahoma City quando era ancora un bambino. I suoi genitori erano musicisti e con i suoi due fratelli, Edward, nato nel 1906, e Clarence, nato nel 1911, imparò la musica dal padre. Dopo che quest’ultimo venne reso cieco dalla febbre, per aiutare la propria famiglia lavorò con i suoi fratelli, suonando come ambulanti per le strade, in cambio di cibo o danaro.

Quando Charlie fu grande abbastanza da muoversi da solo, inizialmente intrattenne le persone ballando, quindi imparò a suonare la chitarra, ereditando a 12 anni lo strumento del padre, dopo la sua morte. Il fratello Clarence e il chitarrista “Bigfoot” Ralph Hamilton insegnarono al giovane Charlie a suonare come solista in tre brani, Rose Room, Tea for Two e Sweet Georgia Brown, e quando lo ritennero pronto lo portarono a suonare in una delle tante jam session che si tenevano nel locale Deep Deuce, a Oklahoma City.

In quell’occasione chiesero all’altro fratello Edward, pianista, di far suonare qualcosa al giovane Charlie insieme alla sua band, e vista la loro insistenza permise a Charlie di suonare. Charlie suonò proprio quei tre brani che gli erano stati insegnati e che in quel periodo, nei primi anni 30, erano molto in voga. Il pubblico ne fu entusiasta, ed il successo fu tale che ancor prima che Charlie rientrasse a casa, sua madre aveva già saputo del suo trionfale debutto. Christian iniziò a suonare nel circondario e nel 1936 era già celebre in tutta la regione come chitarrista elettrico.

Il produttore discografico John Hammond nel 1939 gli fissò un’audizione per poi raccomandarlo al clarinettista e bandleader Benny Goodman, che ingaggiò Christian nel 1939 per suonare con il suo nuovo sestetto, anche se all’inizio non era affatto interessato a Christian, sia perché la chitarra elettrica all’epoca era uno strumento relativamente nuovo, sia perché i chitarristi con i quali fino a quel momento aveva avuto a che fare sembravano essere di tutt’altra pasta, ma quando Goodman sentì suonare Christian fu così impressionato che lo assunse all’istante.

Ci sono diverse versioni su come i due si incontrarono per la prima volta. Lo stesso Christian ricordò che il primo incontro nello studio di registrazione non andò proprio bene, ma Hammond decise di ritentare e, dietro suggerimento di Christian, senza dire nulla a Goodman, fece posizionare Christian sul palco del ristorante Victor Hugo a Los Angeles, dove quella sera Goodman si sarebbe dovuto esibire.

Charlie Christian

 

Disturbato dalla presenza di Christian, peraltro senza il suo consenso, Goodman chiese alla band di suonare Rose Room, pensando che il chitarrista non la conoscesse affatto, non sapendo, invece, che era stato invece uno dei primi brani coi quali Christian si era cimentato.

Quella sera suonarono una versione di Rose Room che durò quasi 40 minuti e Christian mise in fila una serie di soli, uno diverso dall’altro, che lasciarono a bocca aperta Goodman, che in seguito disse di non aver mai sentito niente di simile. Alla fine dello show, Christian faceva parte della band.

Agli inizi del 1940 Charlie Christian era tra i chitarristi jazz e swing più apprezzati, e nel 1941 fu nuovamente eletto miglior chitarrista jazz dalla rivista Metronome e definito il miglior talento creativo dell’era dello swing.

Nel 1939 gli fu diagnosticata una grave forma di tubercolosi, agli inizi del 40 fu ricoverato in ospedale e fece rientro a casa, a Oklahoma City, agli inizi dell’estate del 1940, quindi ritornò a New York alla fine dell’estate, e durante i primi mesi del 1941 riprese il suo frenetico stile di vita, recandosi ad Harlem per le jam sessions, che si protraevano fino a notte tarda, dopo aver terminato di esibirsi col sestetto o con l’orchestra di Goodman a New York.

Nell’estate del 1941 fu nuovamente ricoverato a Staten Island, New York, ma dopo qualche mese sembrava essersi rimesso in sesto, tanto che stava progettando di formare una sua band.

Charlie Christian

Tuttavia, la mancanza, in quegli anni, di cure efficaci contro la tubercolosi, comportò il peggioramento delle sue condizioni di salute, tanto che poco dopo ebbe un tracollo e morì. Fu sepolto in un cimitero senza lapide a Bonham, in Texas, e solo nel 1994 la Texas State Historical Commission Marker pose una lapide in sua memoria nel cimitero di Gates Hill, anche se il luogo esatto della sua sepoltura è tuttora ignoto.

Scheda liberamente e parzialmente tratta dal libro UN SALTO NEL BLUES, di Salvatore Amara – CUEC Editrice www.cuec.eu

Brano del giorno:

Ascoltando questo brano è chiaro l’approccio chitarristico di Christian, che desiderava far suonare la sua chitarra elettrica, una Gibson ES-150, una delle prime chitarre dotate di pick-up, come un sax tenore, influenzato sia da musicisti come Lester Young e Herschel Evans, sia dai primi chitarristi acustici, come Eddie Lang e il chitarrista jazz e blues Lonnie Johnson, iquali contribuirono al passaggio della chitarra da mero strumento di accompagnamento a strumento solista. Anche il chitarrista jazz francese gitano Django Reinhardt influenzò Christian.

Alla fine degli anni 30 fu proprio Christian il primo chitarrista elettrico a ridefinire il ruolo della chitarra elettrica, e grazie alla sua pregiata tecnica solista, i cui soli erano caratterizzati dalla successione di singole note, combinata con l’uso dell’amplificazione, la chitarra non fu più considerata soltanto come facente parte della sezione ritmica, ma divenne uno strumento di primo piano, motivo per cui Christian viene tuttora considerato il “Padre della chitarra elettrica jazz” e del solismo rhythm’n’blues e rock degli anni a venire.

Tuttavia Christian non incise mai professionalmente come bandleader, ma registrò sempre come membro di diverse formazioni, nel quale suonò come chitarrista solista, sia in studio che dal vivo nei nightclubs.

Numerosi furono i chitarristi che vennero influenzati da Christian, come Oscar Moore (del trio di Nat King Cole), Les Paul, Tiny Grimes, Barney Kessel, George Benson, Herb Ellis, Jimmy Raney, Tal Farlow, Kenny Burrell, Grant Green, Wes Montgomery e Jim Hall. Il sound di Christian fece da battistrada ai primi chitarristi elettrici moderni, inclusi T-Bone Walker, Eddie Cochran, Cliff Gallup, Scotty Moore, Franny Beecher, B.B. King, Chuck Berry, Carlos Santana e Jimi Hendrix.

Ma il suo suono così originale ed innovativo non colpì solo i chitarristi, anche perché la sua collaborazione con la band di Goodman lo rese noto anche ad altri musicisti jazz e swing, tanto da influenzare “Dizzy” Gillespie, Charlie Parker, Thelonious Monk e Miles Davis. Christian fu una figura chiave e addirittura un precursore del bebop e del cool jazz.

Charlie Christian

Siete tutti invitati ad indicare altre ricorrenze di interesse musicale che cadono in questa data e a suggerire altri brani attinenti

DECIMO APPUNTAMENTO 12 AGOSTO 2019
Nella prossima puntata di “RICORRENZE MUSICALI” si parlerà di MARK KNOPFLER, nato a Glasgow, Scozia, il 12 AGOSTO 1949

Per maggiori informazioni:

Il libro UN SALTO NEL BLUES può essere acquistato via e-mail scrivendo a

spettacolart@gmail.com

Leggi l’intervista a Salvatore Amara

Chitarrista, cantante, autore e scrittore nasce a Cagliari il 21 novembre 1966.

A 9 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta e dopo una formativa esperienza musicale nei blues clubs di Londra, nel 1993 fonda la Salvatore Amara & The Easy Blues Band.

Contatti:

www.salvatoreamara.altervista.org

Visita la pagina facebook di “Salvatore Amara & The Easy Blues Band

 

Salvatore Amara

Salvatore Amara

Chitarrista, cantante, compositore, scrittore.



Related Articles

VINVOGLIO JAZZ CLUB: L’AMORE E LA PASSIONE PER LA MUSICA!

Nel cuore dell’antico quartiere di Castello, a Cagliari, troviamo il Vinvoglio Jazz Club.   Enrica ed Antonio, i giovani titolari

“Il mondo salverà la bellezza” la personale di Anna D’Elia

“Il mondo salverà la bellezza” la personale di Anna D’Elia, 8 marzo- 8 aprile 2019- Ars Perpetua Gallery-Roma, vernissage l’

The High Jackers – Da Bomb

Il primo album di The High Jackers “Da Bomb” non tradisce lo slogan della della big band e i dirottatori

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment