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Intervista: Andrea Morelli, Hard Up Quartet -Spettacolart

Intervista: Andrea Morelli, Hard Up Quartet -Spettacolart

Di recente è uscito il nuovo album “Both People” della omonima formazione in cui milita Andrea Morelli e per l’occasione  ripubblichiamo l’intervista al sassofonista cagliaritano.

Prima del concerto del quartetto cagliaritano al Festival Musica Sulle Bocche 2014 a Santa Teresa di Gallura, abbiamo intervistato Andrea Morelli, sassofonista leader degli Hard Up Quartet, che il direttore del Festival Enzo Favata ha voluto portare per far conoscere i nuovi gruppi emergenti sardi.

Ciao Andrea, quando è nato il gruppo?

Andrea: I primi del 2013 e, inizialmente, era solo un trio composto da me, Massimo “Maso” Spano e Alessandro Garau, solo successivamente abbiamo deciso di aggiungere un trombone e la scelta è caduta su Mauro Piras, un giovane musicista con una buona preparazione accademica.

 

Chi vi ha ispirato?

Andrea:  Il trio è nato per rendere omaggio al grandissimo Joe Henderson, musicista che adoro e su cui ho dato la tesi di diploma in Conservatorio. Successivamente abbiamo deciso di eseguire un repertorio di nostre composizioni e per farlo abbiamo scelto la strada piu difficile ma senz’altro piu originale: due fiati, sax e trombone, senza il supporto di uno strumento armonico come il piano o la chitarra. Questa scelta comporta una libertà di esecuzione maggiore e una sonorità originale, poche volte utilizzata nel jazz.

 

Quali sono state le esperienze, le collaborazioni più significative?

Andrea:  Ho suonato con numerose Big Band, tra cui la Big Band Jazz in Sardegna; Orchestra jazz di Cagliari; Maurizio Giammarco; Dean Johnson; Ron Vincent; Scott Hall; Umberto Fiorentino; Tullio De Piscopo; Lester Bowie; Don Moye; Jazz in Sardegna Big Orchestra; Al Sun Jumpi’n Jivers; Paolo Carrus; Paolo Fresu ; Big Band della Scuola Civica di Cagliari; Enrique Kike Quintana; Butch Morris; Fabrizio Bosso; Emanuele Basentini; Paolo Recchia; Nicola Angelucci; Max Ionata; Matteo Raggi; Giorgio Cuscito; Francesco Lento; Stefano D’Anna; Francesca Corrias; Daniele Cordisco; Guido Giacomini; Giovanni Campanella,

Alcuni titoli di brani che farete.

Andrea:  Di sicuro eseguiremo “Be Happy”, il brano che dà il titolo al CD omonimo, “Che ne so”,“Blusy”,“Mibreve”,“La neta”, e altri, faremo tutto il repertorio del CD.

Cosa troviamo nella vostra musica?

Andrea:  Troverete jazz, tanto jazz ma anche funky, milonga, free, country, non mi piace identificarmi in uno stile, credo che la varietà delle forme espressiva possa essere utilizzata all’interno del jazz e per creare interesse in ascoltatori non necessariamente appassionati di jazz.
Spesso le persone mi dicono che non gli piace il Jazz perché lo trovano difficile e poco comprensibile, allora gli propongo di ascoltare alcuni brani, spesso propongo brani come “St. Thomas” di Rollins, o “Autumn Leaves” o “Blue bossa”, brani classici del jazz suonati e strasuonati da tutti, e quelle stesse persone cambiano idea; “ questo si che mi piace”, bene, rispondo io, questo è jazz, al pari del free, del bop, dello swing etc.

Quanto è importante per voi questo concerto e questa stagione?

Andrea:  Sicuramente molto, per quanto abbiamo tutti suonato ripetutamente in tutti i Jazz festival sardi “Musica sulle bocche” è una delle maggiori vetrine a livello internazionale e proporci al suo pubblico sarà sicuramente molto stimolante e produttivo anche dal punto di vista della pubblicità per il gruppo.

Raccontaci una un aneddoto, una storia simpatica o significativa successa durante la tua musica.

Andrea :  Potrei andare avanti a lungo considerato che il rapporto umano tra di noi è davvero strettissimo, quindi si scherza davvero tanto, ne racconto solo uno: salgo sul palco, saluto, presento il gruppo, inizio a suonare e….non esce nessun suono. Non avevo tolto il copriancia….
Oppure è capitato di presentare i musicisti con nomi sbagliati, insomma, facciamo un’intervista a parte.

Qual è il concerto che ti è rimasto nel cuore?

Andrea:  Stan Getz alla fiera di Cagliari, pochi anni prima della sua scomparsa.

Il 28 siete al festival, cosa ci aspetta?

Andrea:  Una grande esperienza, ho suonato al festival l’anno scorso con il “Paolo Carrus new octet” e so che è una bellissima esperienza, ma questa volta, con un gruppo mio, sarà sicuramente molto piu emozionante. Spero che ci sia qualche critico che ci recensisca, che questo festival sia il trampolino di lancio che ci permetta di “emigrare”; le nostre speranze sono di poter esportare la nostra musica fuori dalla Sardegna, Enzo Favata è maestro in questo, speriamo di seguire le sue tracce, magari con un aiuto proprio da parte sua in tal senso.

Programmi futuri?

Andrea:  Andare fuori, allargare i confini, andare a proporre Hard Up in Italia e all’estero, e poi continuare a cercare. Sono sempre in cerca di qualcosa, di migliorarmi come musicista, di trovare nuove sonorità, di suonare con gente nuova, di scrivere e non solo musica, sono appassionato lettore e scrittore di Haiku, una forma di poesia giapponese, insomma credo che la bellezza della vita sia proprio la ricerca.

 

Per maggiori informazioni:

In Shorter wake, il nuovo CD di Andrea Morelli Trio

visita la pagina Facebook di Andrea Morelli

Marco Sotgiu

Marco Sotgiu

Fondatore e Direttore di spettacolart.it Appassionato di musica. Suono la batteria. Non sono un giornalista.



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