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“RICORRENZE MUSICALI”: LONNIE JOHNSON

“RICORRENZE MUSICALI”: LONNIE JOHNSON

La 6° puntata di Ricorrenze Musicali è dedicata a Lonnie Johnson.

La rubrica ideata e curata da Salvatore Amara, chitarrista e autore cagliaritano, include la guida all’ascolto a chiusura dell’articolo con i “Percorsi Musicali”.

Il giorno 16 GIUGNO 1970 a Toronto, Ontario, Canada, moriva ALONZO JOHNSON, noto LONNIE

LONNIE JOHNSON
Alonzo Johnson, noto Lonnie (New Orleans, Louisiana 8 febbraio 1899 – Toronto, Ontario, Canada 16 giugno 1970).
Cantante, autore, suonatore di banjo, violino, mandolino, pianoforte e chitarra blues e jazz.

Nato in una famiglia di musicisti, ascoltò musica sin da bambino e da subito iniziò a studiare violino, piano e chitarra, tanto che da adolescente già suonava la chitarra e il violino nella band di famiglia, guidata dal padre, in occasione di feste, ricevimenti e matrimoni. Presto iniziò la sua carriera professionale come chitarrista, esibendosi nei locali di Storyville, a New Orleans.

Nel 1917 andò in tour in Inghilterra, suonando nei campi militari americani, ma quando fece rientro a casa, nel 1919, scoprì che tutti i suoi familiari, tranne suo fratello James “Steady Roll” Johnson, erano morti l’anno prima a causa di un’epidemia influenzale. Nel 1921 si trasferì a St. Louis con il fratello e si esibì sui battelli sul fiume, sia come solista che in duo, ed anche con le orchestre di Charlie Creath e di Fate Marable.

Nel 1925 vinse il premio in palio ad un concorso di musica blues a St. Louis, che consisteva in un contratto discografico con la Okeh Records. Tra il 1925 e il 1932 incise circa 130 dischi per la Okeh, molti dei quali furono dei successi commerciali.

Quindi fu chiamato a New York per registrare con i principali cantanti blues dell’epoca, tra cui Victoria Spivey e Alger “Texas” Alexander, e andò pure in tour con Bessie Smith.

Alla fine del 1927 registrò a Chicago, come ospite dello show di Louis Armstrong e i suoi Hot Five.

Johnson è stato il pioniere del modo innovativo di suonare i soli utilizzando il plettro e suonando note singole su corde singole della chitarra, così come oggi suona la maggior parte dei chitarristi, ed influenzò tutte le future generazioni di chitarristi blues e jazz, come T-Bone Walker, Charlie Christian e Django Reinhardt.

Johnson non solo fu il primo a conferire piena dignità alla chitarra nella musica jazz, ma fece lo stesso pure per il violino, che per la prima volta venne da lui suonato amplificato.

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Lonnie Johnson brillò anche in vari brani strumentali, alcuni registrati insieme al chitarrista jazz Eddie Lang, con il quale fece coppia nel 1929.

Queste, peraltro, furono le prime incisioni in cui per la prima volta nella storia suonarono insieme musicisti bianchi e neri, anche se Lang fu chiamato Blind Willie Dunn, per sviare l’attenzione su tale circostanza, all’epoca poco gradita.

Nelle sue canzoni Johnson ha spesso descritto sia le condizioni sociali in cui si trovavano gli afroamericani nelle grandi città, sia le sfumature della relazione uomo – donna, mostrando la sua capacità nel comprendere le angosce di coloro che capitavano sotto il suo occhio clinico.

Negli anni 30 Johnson andò a Chicago e registrò con il pianista James P. Johnson, con Roosevelt Sykes e Blind John Davis. Con la Grande Depressione e il conseguente tracollo del mercato discografico, Johnson fu costretto a suonare ovunque, pure all’aperto e negli angoli di strada, ed anche a lavorare come operaio in un’acciaieria a Peoria, in Illinois.

Nel 1939 firmò un contratto con l’etichetta Bluebird e durante una sessione di registrazione, con il pianista Joshua Altheimer, Johnson usò per la prima volta una chitarra elettrica.
Dopo la seconda guerra mondiale, Johnson si trasferì a Cincinnati, dove registrò brani rhythm and blues per la King Records, usando prevalentemente la chitarra elettrica, e raggiungendo il successo nel 1948 con Tomorrow Night.

Nel corso della sua carriera musicale, Johnson dovette svolgere diversi lavori, sia in una fonderia, sia lavando i pavimenti, specie negli anni 50, durante i quali accantonò la musica, scomparendo progressivamente dalle scene. Nel 1959 stava lavorando come addetto all’ascensore in un albergo di Philadelphia, quando il disc jockey Chris Albertson gli propose di registrare un album.

Trovò, quindi, un ingaggio a Chicago al Playboy Club e la sua carriera decollò nuovamente, grazie ai giovani appassionati che guidarono il revival della musica folk, permettendo a tanti grandi artisti, ormai quasi dimenticati, di tornare in auge.

In breve tempo Johnson si riunì a Duke Ellington e alla sua orchestra e nel 1961 anche a Victoria Spivey, sua vecchia partner musicale, e incise l’album Idle Hours.

Nel 1963 andò in tour in Europa con lo show dell’American Folk Blues Festival, con Muddy Waters, Sonny Boy Williamson II, Big Joe Williams, Victoria Spivey e altri artisti.

Lonnie-Johnson

Nel 1965 si esibì a Toronto ed incoraggiato dalla mancanza di discriminazione razziale decise di trasferirvisi. Durante il resto degli anni 60 incise e suonò nei clubs attraverso il Canada, ma nel 1969 fu investito da un’auto mentre passeggiava a Toronto, riportando la rottura dell’anca e gravi ferite ad un rene, che gli causarono sempre maggiori difficoltà nel suonare. Dopo qualche mese, per lui fu organizzato un concerto di beneficenza, ma Johnson non si riprese mai del tutto dall’incidente.

Nonostante un collasso, nel 1970 riuscì a tornare sul palco, per un’ultima volta, alla Massey Hall, camminando con l’aiuto di un bastone, e cantò un paio di brani con Buddy Guy, ricevendo una standing ovation, prima che un infarto ne decretasse la fine.

Johnson esercitò una forte influenza non solo sui musicisti blues e jazz, ma anche sui pionieri del rock’n’roll. Pure Bob Dylan affermò di essere stato influenzato da Johnson, che ebbe la fortuna di incontrare e conoscere a New York ed il privilegio di suonarci insieme.

Sempre Dylan affermò che Lonnie Johnson, Tampa Red e Scrapper Blackwell rappresentavano il suo stile chitarristico preferito, e che secondo lui era evidente che pure Robert Johnson fosse stato fortemente influenzato da Lonnie Johnson, di cui aveva pure ripreso alcuni brani.

Scheda liberamente e parzialmente tratta dal libro UN SALTO NEL BLUES, di Salvatore Amara – CUEC Editrice www.cuec.eu

6° puntata di “PERCORSI MUSICALI”

Brano del giorno: TOMORROW NIGHT (“domani notte”)

Ballata blues, scritta da Sam Coslow e Will Grosz, registrata da Lonnie Johnson alla fine del 1947 a Cincinnati, per la King Records, con la quale il nostro artista raggiunse il successo commerciale, vendendo circa tre milioni di copie.

Come precisò lo scrittore Elijah Wald, Johnson tra gli anni 20 e 30 era noto non solo per essere un dotato musicista, ma anche un raffinato cantante, come si apprezza dal vibrato e dal tono baritonale della sua voce, in seguito imitato e poi sviluppato pure da Elvis Presley, che in una delle sue prime incisioni registrò proprio una cover di Tomorrow Night, brano inciso anche da LaVern Baker e nel 1957 pure da Jerry Lee Lewis.

Lo stile rivoluzionario di Lonnie Johnson, già presente nelle sue prime incisioni, capace di fondere in maniera originale blues e jazz, ha rappresentato il primo esempio chitarristico, presente ovviamente su disco, di solo composto da singole note e con l’uso di tecniche come il bending e il vibrato, ed influenzò tutti i chitarristi blues, sia quelli del Delta, come Robert Johnson, che quelli elettrici, come B.B. King, che partirono proprio dal suo modo di suonare i soli per sviluppare la loro tecnica.

Per questo motivo Lonnie Johnson può essere, a ragione, considerato il punto di partenza del tipico solo di chitarra elettrica blues e rock, così come lo intendiamo ancora oggi.

LONNIE JOHNSON

Siete tutti invitati ad indicare altre ricorrenze di interesse musicale che cadono in questa data e a suggerire altri brani attinenti

SETTIMO APPUNTAMENTO LUNEDÌ 1 LUGLIO 2019
Nella prossima puntata di “RICORRENZE MUSICALI” si parlerà di JAMES COTTON, nato a Tunica, Mississippi, il 1 LUGLIO 1935

Per maggiori informazioni:

Il libro UN SALTO NEL BLUES può essere acquistato via e-mail scrivendo a

spettacolart@gmail.com

Leggi l’intervista a Salvatore Amara

Chitarrista, cantante, autore e scrittore nasce a Cagliari il 21 novembre 1966.

A 9 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta e dopo una formativa esperienza musicale nei blues clubs di Londra, nel 1993 fonda la Salvatore Amara & The Easy Blues Band.

Contatti:

www.salvatoreamara.altervista.org

Visita la pagina facebook di “Salvatore Amara & The Easy Blues Band

Salvatore Amara

Salvatore Amara

Chitarrista, cantante, compositore, scrittore.


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