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Recensioni: “No Eyes – Looking at Lester Young” di Emanuele Cisi

Recensioni: “No Eyes – Looking at Lester Young” di Emanuele Cisi

di Stefano Dentice.

Scomparso a soli 50 anni, a causa di uno stile di vita sregolato, dedito agli eccessi, Lester Willis Young, più comunemente conosciuto solo come Lester Young, è stato uno tra i più grandi sassofonisti jazz di sempre, che ha contribuito in modo determinante al bebop e, successivamente, al cool jazz.

No Eyes – Looking at Lester Young”, nuova creatura discografica licenziata da Warner Music Italy

Emanuele Cisi

e concepita da Emanuele Cisi, sassofonista/compositore fra i più autorevoli e rappresentativi della scena jazzistica nazionale degli ultimi 20 anni, è dedicata con tracimante affetto e profondo rispetto a “Prez”, il presidente, nomignolo affibbiato dall’immensa Billie Holiday proprio al compianto jazzista di Woodville.

Al fianco di Cisi, quattro partner di inestimabile valore come Dino Rubino (pianoforte, flicorno in “Tickle Toe” e “Jumpin’ With Symphony Sid/Lester said”), Rosario Bonaccorso (contrabbasso), Greg Hutchinson (batteria) e l’ospite d’eccezione Roberta Gambarini (voce in “No Eyes”, “Lester Left Town”, “Presidential Dream”, “Goodbye Pork Pie Hat” e “Easy Living”).

La tracklist è costituita da undici brani, di cui tre originali sgorgati dalla feracità compositiva di Cisi (“No Eyes”, “Presidential Dream”, scritto a quattro mani con la Gambarini, e “Prezeology”), mentre “Lester Left Town” (Wayne Shorter), “Jumpin’ at the Woodside” (Count Basie e Jon Hendricks), “Tickle Toe” (Lester Young e Jon Hendricks), “Goodbye Pork Pie Hat” (Charles Mingus e Rahsaan Roland Kirk), “Easy Living” (Ralph Rainger e Leo Robin), “These Foolish Things” (Jack Strachey ed Eric Maschwitz), “That’s All” (Alan Brandt e Bob Haymes) e “Jumpin’ With Symphony Sid/Lester said” (Buddy Feyne e Lester Young) completano la playlist.

“No Eyes”, la title track, è una ballad struggente, carezzevole. L’eloquio di Emanuele Cisi è ispirato, debordante di gusto, radiosa cantabilità e pregevole senso melodico, locupletato da un suono vellutato, che emana calore. Roberta Gambarini interpreta il brano con una sobrietà interpretativa pregna di classe cristallina. Il mood di “Presidential Dream” è particolarmente accattivante. Qui il sassofonista si esprime attraverso un discorso improvvisativo conciso ma assai efficace, adornato da ricche scorribande cromatiche e maliarde inflessioni boppistiche. Rubino cesella un pianismo molto interessante, impreziosito da spunti armonici di ottima fattura. In “Prezeology”, mid/up-tempo immediatamente contagioso, Cisi sviscera una carica di swing assai adrenalinica, sostenuto dal walking propulsivo e dalla pulsazione ritmica trascinanti di Bonaccorso, nonché dal comping sempre puntuale cesellato da Hutchinson che, quando è alle prese con gli spart-four, sciorina una musicalità illuminante.

Scolpito nel segno del modern jazz, “No Eyes – Looking at Lester Young” è un album di rara bellezza esecutiva e comunicativa, in cui aleggia lo spirito del monumentale artista statunitense senza incappare (per fortuna!) nel tranello di emularlo pedissequamente.

Stefano Dentice

Stefano Dentice

Giornalista musicale e press agent freelance, si dedica prettamente al jazz e a generi musicali affini. Ha collaborato, in qualità di critico musicale, con riviste specializzate come Suono e riviste online quali Extra Music Magazine e Arte e Luoghi. Per queste testate giornalistiche ha prodotto recensioni, interviste e articoli. Attualmente, sempre in veste di critico musicale, collabora con i web magazine Sound Contest – Musica e altri linguaggi, Strumenti & Musica Magazine, Roma In Jazz, Italia in Jazz, SpettacolArt e Note in Vista, per i quali scrive recensioni, interviste, articoli e live report. Saltuariamente collabora anche con il portale ManduriaOggi, per il quale si occupa di musica jazz. Dal 2016, per le sezioni jazz e world music, è membro della giuria formata da critici musicali che decreta le nomination e vota per l’assegnazione dell’Orpheus Award, premio della critica in seno all’Accordion Art Festival. Si è occupato di promozione social per l’associazione musicale e culturale DeArt Progetti, scrivendo le schede di presentazione dei concerti al D’Ascoli Caffè Jazz Club. Da ufficio stampa ha lavorato per il Pomigliano Jazz in Campania (2015 e 2017), Bari in Jazz (2016) e Nazioni a Tavola di Norcia (2016). È il capo ufficio stampa del Francavilla è Jazz. Da press office ha curato la promozione di dischi quali: Lost in the Jungle (Principles Sound), Red Cloud (Dario Chiazzolino), Disordine (Chiara Raggi), In the Bloom (GB Project), Nemesi (Alberto La Neve), Lidenbrock - Concert for Sax and Voice (Alberto La Neve e Fabiana Dota), Magip (GB Project), Unfolkettable Two (Nico Morelli), A Beautiful Story (Rosario Bonaccorso), Night Windows (Alberto La Neve), I Thalàssa Mas (Francesco Mascio e Alberto La Neve). Il 13 giugno 2019 gli è stata conferita la Nomina di Accademico per Meriti Artistici da parte del Presidente dell’Accademia Internazionale Il Convivio, il prof. Angelo Manitta. Nel corso della sua attività ha intervistato svariati musicisti di blasone mondiale, come: Mike Melillo, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Giovanni Guidi, Daniele Di Bonaventura, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Renzo Ruggieri, Antonello Messina e moltissimi altri ancora.



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