Recensioni: “No Eyes – Looking at Lester Young” di Emanuele Cisi

by Stefano Dentice | 08/06/2018 21:38

di Stefano Dentice.

Scomparso a soli 50 anni, a causa di uno stile di vita sregolato, dedito agli eccessi, Lester Willis Young, più comunemente conosciuto solo come Lester Young, è stato uno tra i più grandi sassofonisti jazz di sempre, che ha contribuito in modo determinante al bebop e, successivamente, al cool jazz.

No Eyes – Looking at Lester Young”, nuova creatura discografica licenziata da Warner Music Italy

Emanuele Cisi

e concepita da Emanuele Cisi, sassofonista/compositore fra i più autorevoli e rappresentativi della scena jazzistica nazionale degli ultimi 20 anni, è dedicata con tracimante affetto e profondo rispetto a “Prez”, il presidente, nomignolo affibbiato dall’immensa Billie Holiday proprio al compianto jazzista di Woodville.

Al fianco di Cisi, quattro partner di inestimabile valore come Dino Rubino (pianoforte, flicorno in “Tickle Toe” e “Jumpin’ With Symphony Sid/Lester said”), Rosario Bonaccorso (contrabbasso), Greg Hutchinson (batteria) e l’ospite d’eccezione Roberta Gambarini (voce in “No Eyes”, “Lester Left Town”, “Presidential Dream”, “Goodbye Pork Pie Hat” e “Easy Living”).

La tracklist è costituita da undici brani, di cui tre originali sgorgati dalla feracità compositiva di Cisi (“No Eyes”, “Presidential Dream”, scritto a quattro mani con la Gambarini, e “Prezeology”), mentre “Lester Left Town” (Wayne Shorter), “Jumpin’ at the Woodside” (Count Basie e Jon Hendricks), “Tickle Toe” (Lester Young e Jon Hendricks), “Goodbye Pork Pie Hat” (Charles Mingus e Rahsaan Roland Kirk), “Easy Living” (Ralph Rainger e Leo Robin), “These Foolish Things” (Jack Strachey ed Eric Maschwitz), “That’s All” (Alan Brandt e Bob Haymes) e “Jumpin’ With Symphony Sid/Lester said” (Buddy Feyne e Lester Young) completano la playlist.

“No Eyes”, la title track, è una ballad struggente, carezzevole. L’eloquio di Emanuele Cisi è ispirato, debordante di gusto, radiosa cantabilità e pregevole senso melodico, locupletato da un suono vellutato, che emana calore. Roberta Gambarini interpreta il brano con una sobrietà interpretativa pregna di classe cristallina. Il mood di “Presidential Dream” è particolarmente accattivante. Qui il sassofonista si esprime attraverso un discorso improvvisativo conciso ma assai efficace, adornato da ricche scorribande cromatiche e maliarde inflessioni boppistiche. Rubino cesella un pianismo molto interessante, impreziosito da spunti armonici di ottima fattura. In “Prezeology”, mid/up-tempo immediatamente contagioso, Cisi sviscera una carica di swing assai adrenalinica, sostenuto dal walking propulsivo e dalla pulsazione ritmica trascinanti di Bonaccorso, nonché dal comping sempre puntuale cesellato da Hutchinson che, quando è alle prese con gli spart-four, sciorina una musicalità illuminante.

Scolpito nel segno del modern jazz, “No Eyes – Looking at Lester Young” è un album di rara bellezza esecutiva e comunicativa, in cui aleggia lo spirito del monumentale artista statunitense senza incappare (per fortuna!) nel tranello di emularlo pedissequamente.

Source URL: https://spettacolart.it/noeyes-lookingat-lesteryoung-emanuelecisi/