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RICORRENZE MUSICALI: OTIS REDDING | SPETTACOLART

RICORRENZE MUSICALI: OTIS REDDING | SPETTACOLART

La 12° puntata di “RICORRENZE MUSICALI” è dedicata a  Otis Ray Redding.

La rubrica ideata e curata da Salvatore Amara, chitarrista e autore cagliaritano, include la guida all’ascolto a chiusura dell’articolo con i “Percorsi Musicali”.

Il giorno 9 SETTEMBRE 1941 a Dawson, Georgia, nasceva OTIS RAY REDDING, Jr.

OTIS REDDING
Otis Ray Redding, Jr. (Dawson, Georgia 9 settembre 1941 – Lake Monona, Waterford, Madison, Wisconsin 10 dicembre 1967).
Cantante, autore soul e R&B, polistrumentista, produttore discografico, arrangiatore e talent scout. Sin da piccolo cantò nel coro della chiesa battista, imparò a suonare la chitarra e il piano e a 10 anni prese anche lezioni di batteria e di canto.

Mentre frequentava la Ballard-Hudson High School cantò nella banda scolastica e ogni domenica guadagnava 6 dollari cantando canzoni gospel alla WIBB, stazione radio di Macon.

La sua passione era il canto e le sue fonti principali di ispirazione, da lui stesso più volte citate, erano Little Richard ed il suo stile rock’n’roll e lo stile soul di Sam Cooke, ma esplorò pure gli altri generi popolari, studiando le registrazioni dei Beatles e di Bob Dylan, ed in seguito anche la musica rock di Eric Clapton e Jimi Hendrix, come testimoniato da alcuni suoi brani, come Hard to Handle, come pure il southern soul e il Memphis soul, di cui diventerà il più autorevole portavoce.

A 15 anni lasciò la scuola per aiutare economicamente la sua famiglia, perché suo padre aveva contratto la tubercolosi ed era stato ricoverato in ospedale. Lavorò come scavatore, come addetto in una stazione di servizio e, quando poteva, come cantante.

Nonostante gli fossero state tolte le tonsille ed il timore che non sarebbe più stato in grado di cantare, suo padre gli fece coraggio e nel 1958 partecipò ad un concorso per giovani talenti. Otis Redding cantò un brano di Little Richard, Heebie Jeebies, e vinse il concorso per quindici settimane consecutive, incassando ogni volta il premio in danaro di 5 dollari e diventando una vera e propria celebrità locale.

Redding divenne il frontman di Pat T. Cake and the Mighty Panthers, con cui andò in tour negli Stati del sud, attraverso il chitlin’ circuit, che organizzava serate in locali frequentati esclusivamente da neri durante il periodo della segregazione razziale.

Redding fu in seguito ingaggiato dagli Upsetters, la band di supporto di Little Richard, quando quest’ultimo abbandonò il rock and roll in favore della musica gospel, quindi si unì ai Pinetoppers.

Nel 1960 Redding andò a Los Angeles, dove scrisse le sue prime canzoni e registrò il suo primo disco, e nel 1962 fu messo sotto contratto dalla Volt Records, sussidiaria della Stax, per cui registrò These Arms of Mine / Hey Hey Baby, che ottenne un grande successo, vendendo più di 800.000 copie.

Redding continuò a suonare in tour e grazie ai suoi spettacoli estremamente elettrizzanti si creò una schiera di appassionati, e continuò a incidere per la Stax/Volt altre hits, come Mr. Pitiful, Can’t Turn You Loose, (I Can’t Get No) Satisfaction (cover del brano dei Rolling Stones) e Respect, che diventò in seguito un grande successo di Aretha Franklin.

Mentre agli inizi della sua carriera, Otis Redding cantò prevalentemente covers dei brani degli artisti più popolari, come Little Richard, Sam Cooke e Solomon Burke, intorno alla metà degli anni 60 iniziò a scrivere molte delle sue canzoni, avvalendosi dell’aiuto degli altri artisti della Stax, soprattutto Steve Cropper, della Booker T. & the M.G.’s, house band della Stax, che fungeva da band di supporto per Redding.

Grazie al successo ottenuto, poté spendere 125.000 dollari per comprare un ranch di 300 acri in Georgia, che chiamò Big O Ranch. Dopo esser divenuto popolare tra il pubblico afroamericano, Redding iniziò a raggiungere un pubblico più vasto e dopo aver suonato negli Stati del sud, fu uno dei primi artisti soul ad esibirsi anche negli Stati della costa ovest, e nel famoso night club Whisky a Go Go, sul Sunset Strip di Los Angeles.

Le sue esibizioni furono acclamate dalla critica specializzata, e ciò gli consentì di raggiungere il grande pubblico, tanto che Bob Dylan gli propose di cantare una delle sue canzoni, Just Like a Woman.

Alla fine del 1966 Redding ritornò negli studi della Stax e accompagnato dalla band Booker T. & the M.G.’s registrò alcuni brani nuovi, tra cui Try a Little Tenderness e I’ve Been Loving You Too Long.

Il promoter Bill Graham gli propose un ingaggio al Fillmore Auditorium che si rivelò un grande successo, fruttando a Redding una cifra intorno ai 1.000 dollari a serata. Un anno dopo essersi esibito al Fillmore, Redding pubblicò il disco d’oro King & Queen (1967), in duetto con Carla Thomas, ed anche alcuni brani singoli, come Tramp e Knock on Wood, che ottennero ugualmente un buon successo commerciale, piazzandosi in entrambe le classifiche R&B e pop.

La Stax iniziò anche ad organizzare tours europei per i suoi artisti e Otis Redding andò in tour in tutte le più importanti città d’Europa, partecipando anche a numerosi programmi televisivi, come The Eamonn Andrews Show a Londra che Redding raggiunse con la limousine mandatagli appositamente dai Beatles, suoi ammiratori.

Sempre nel 1967 si esibì alla prima edizione del celebre Monterey Pop Festival, in California, evento che rivestì una straordinaria importanza nella scena musicale statunitense e mondiale. Redding, accompagnato come al solito dalla band Booker T. & the M.G.’s, con la sezione fiati dei Mar-Keys, fu l’unico rappresentante del R&B e del soul ad essere invitato alla manifestazione, interamente dedicata al rock, e ciò gli diede un’enorme visibilità, sia tra il pubblico bianco che tra gli altri grandi artisti della scena internazionale, come Brian Jones e Jimi Hendrix, che al pari del pubblico presente furono entusiasti della sua performance.

Dopo aver subito un’operazione alla gola, per l’asporto di polipi nella laringe, alla fine del 1967 registrò nuovamente negli studi della Stax. Uno dei nuovi brani era (Sittin’ On) The Dock of the Bay, scritto durante un soggiorno a Sausalito, mentre viaggiava per promuovere un duetto con la cantante Carla Thomas.

Un giorno, durante questo viaggio, andò sulla sua barca e dopo aver recepito un lampo di ispirazione cominciò a scrivere le prime righe della canzone, poi finita grazie alla collaborazione del chitarrista Steve Cropper.

Alla Stax quel nuovo suono non piacque affatto, tuttavia Redding voleva espandere i suoi orizzonti musicali ed il suo stile e credeva fermamente che con quella canzone sarebbe riuscito a raggiungere finalmente la vetta delle classifiche.

Nel 1967 la band andò in tour con il velivolo di Redding, e dopo tre concerti in due notti al club Leo’s Casino, Redding partì con la band alla volta di Madison, in Wisconsin, per suonare al nightclub Factory. Nonostante il tempo fosse pessimo, con tanta pioggia e fitta nebbia, e nonostante fossero stati messi in guardia e ammoniti a non decollare, decisero ugualmente di partire.

E così, 4 miglia prima di raggiungere la destinazione, a Truax Field, a Madison, il pilota chiese per radio il permesso di atterrare e poco dopo l’aereo di schiantò nel lago Monona. Redding e altri sei amici, mentre Ben Cauley, uno dei membri dei Bar-Kays, fu l’unica persona a bordo a sopravvivere. Le cause dell’incidente non furono mai individuate con precisione.

Il servizio funebre fu celebrato al City Auditorium di Macon e vi presero parte più di 4.500 persone. Redding fu sepolto nel suo ranch privato a Round Oak, in Georgia.

Otis Redding registrò (Sittin’ on) the Dock of the Bay appena tre giorni prima della sua morte e il brano venne pubblicato postumo agli inizi del 1968.

Il pezzo fu diffuso immediatamente da tutte le più note stazioni radio del Paese, ed in breve tempo raggiunse il primo posto della classifica R&B e pure la vetta della classifica pop Billboard, dove rimase per quattro settimane, diventando il primo singolo di Redding a raggiungere la vetta della classifica Billboard, vendendo oltre 4 milioni di copie in tutto il mondo, e il primo brano postumo della storia a raggiungere la vetta nelle classifiche statunitensi e inglesi.

Il fatto che quel brano divenne il suo maggior successo commerciale è curioso, non solo perché fu pubblicato dopo la sua morte, ma anche perché rappresentò un significativo cambiamento stilistico rispetto ai suoi lavori precedenti, dato che abbandonò i suoi tipici temi romantici per affrontare un’introspezione più profonda, più vicina al blues.

A contribuire alla notorietà del brano, nel corso degli anni successivi, ci pensarono anche alcuni films, che la inclusero nella propria colonna sonora, oltre alle svariate covers, tanto che nel 1999 la BMI nominò la canzone come la sesta più cantata del secolo, con circa sei milioni di performances.

La sua morte prematura fu devastante anche per la Stax, che si trovò improvvisamente sull’orlo della bancarotta, e poco dopo il suo decesso la Atlantic Records, distributore della Stax/Volt, fu acquistata dalla Warner Bros. Otis Redding ricevette numerosi riconoscimenti e premi dopo la sua morte, incluso il Grammy Award alla carriera nel 1999.

Cinque anni dopo la sua morte, il servizio postale degli U.S.A. stampò in suo onore un francobollo commemorativo di 29 centesimi e nel 2002 la città di Macon onorò il suo illustre cittadino con l’inaugurazione di una sua statua nel parco cittadino di Gateway, nei pressi del ponte battezzato Otis Redding Memorial Bridge. Redding è tuttora considerato, con James Brown e Sam Cooke, il “Re del soul”, uno dei maggiori esponenti della black music e uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi.

Nonostante la sua proverbiale timidezza e la sua goffaggine sul palco, tanto che sembrava riuscisse a muovere solo la parte superiore del busto, ma non le gambe, il suo forte messaggio di gioia arrivava in maniera molto chiara al pubblico, tanto da fargli pure guadagnare la fama di grande performer.

Otis Redding era un uomo atletico e vigoroso, alto circa 1.88 mt. per circa 100 kg. di peso, che amava il football e la caccia, amico fidato e pieno di gioia di vivere, che si interessò alla filantropia e al sostegno dei giovani afroamericani disagiati, anche grazie al patrimonio accumulato durante la sua carriera artistica. Aveva almeno 200 vestiti e 400 paia di scarpe, ed arrivò a guadagnare circa 35.000 dollari alla settimana, anche in virtù del fatto che la sua società, la Otis Redding Enterprises, era proprietaria di tutti i diritti sulle sue esibizioni, di tutti i diritti d’autore sui suoi brani.

È stato stimato che, grazie ai concerti e alle vendite di dischi, già nel 1967, anno in cui aveva venduto più dischi di Frank Sinatra e Dean Martin messi insieme, aveva guadagnato più di un milione di dollari.

Scheda liberamente e parzialmente tratta dal libro UN SALTO NEL BLUES, di Salvatore Amara – CUEC Editrice www.cuec.eu

Brano del giorno: HARD TO HANDLE (“tosto da maneggiare”)

Sebbene Otis Redding non fosse un cantante dotatissimo, il suo stile canoro, caratterizzato dalla sua voce grezza, ruvida, roca e sabbiosa, che ricordava quella dei più infervorati predicatori afroamericani, fu capace di trasmettere emozione pura.

Il segreto del suo successo fu la sua grande passione, il suo grande amore per la musica e il fatto che non si risparmiò mai, gettando la sua anima sul palco in occasione di ogni concerto.

Otis Redding ha influenzato quasi tutti gli artisti soul e R&B a partire dagli anni 60 ed anche tanti altri artisti appartenenti ad altri generi musicali, ed il motivo traspare evidente dall’ascolto di questo brano energico e trascinante, capace di infondere entusiasmo e gioia, voglia di vivere, di cantare e di ballare con The Big O. Preziosa, come al solito, la presenza della sezione fiati, il cui arrangiamento ricorda molto il chorus tipico blues, che rappresentò il marchio di fabbrica dell’intero sound della Stax.


Sono troppo legato a questo brano, dato che il disco ORIGINALE – che adorna sempre il piatto del mio giradischi – mi è stato regalato da mio zio GINO, grazie al quale ho conosciuto ed amato il R&B e il R&R, quindi preferisco non commentare oltre e limitarmi a dire due parole: “Grazie Zio”.

Siete tutti invitati ad indicare altre ricorrenze di interesse musicale che cadono in questa data e a suggerire altri brani attinenti

TREDICESIMO APPUNTAMENTO VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2016
Nella prossima puntata di “RICORRENZE MUSICALI” si parlerà di RAY CHARLES ROBINSON,
nato ad Albany, Georgia, il 23 SETTEMBRE 1930

Per maggiori informazioni:

Il libro UN SALTO NEL BLUES può essere acquistato via e-mail scrivendo a

spettacolart@gmail.com

Leggi l’intervista a Salvatore Amara

Chitarrista, cantante, autore e scrittore nasce a Cagliari il 21 novembre 1966.

A 9 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta e dopo una formativa esperienza musicale nei blues clubs di Londra, nel 1993 fonda la Salvatore Amara & The Easy Blues Band.

Contatti:

www.salvatoreamara.altervista.org

Visita la pagina facebook di “Salvatore Amara & The Easy Blues Band

Salvatore Amara

Salvatore Amara

Chitarrista, cantante, compositore, scrittore.


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