Pick State: sul palco con Salvatore Amara

Pick State: sul palco con Salvatore Amara

Come possiamo ottenere una buona performance sul palco?

Iniziamo questa nuova rubrica, Pick State, per condividere l’esperienza dei musicisti per capire i loro segreti,  come si preparano e come affrontano un live. Ogni musicista ha bisogno di condizioni particolari per ottenere un buon risultato, è sempre una questione soggettiva; cogliere o prendere in considerazione i consigli o le buone pratiche dei musicisti e farle proprie non può essere che una cosa positiva per ottenere una buona performance nella musica dal vivo.

Salvatore Amara

Salvatore Amara chitarrista, cantante, autore e scrittore, attualmente è al lavoro per preparare l’uscita del nuovo album “Black as Coal” (nero come carbone). Il noto bluesman cagliaritano è un musicista meticoloso e un vero e proprio showman, riesce a coinvolgere il pubblico facendo di ogni live una festa.

L’abbiamo incontrato per chiedergli di condividere le sue esperienze coi lettori di spettacolart

Salvatore partiamo dal pre serata: dopo il sound check come ti prepari al live?

Mi siedo a tavola con i ragazzi della band: mangiamo, beviamo e ci facciamo 2 risate, e’ il miglior modo per creare la giusta atmosfera, che poi si riflettera’ sul palco durante il live

Come costruisci la scaletta del repertorio della serata?

Dipende innanzitutto dal luogo in cui si suona, dato che i brani scelti dovranno soddisfare i gusti musicali di chi assistera’ al concerto; una volta scelti i brani, li sistemo in scaletta in modo tale da creare un flusso musicale variegato, per suscitare altrettante emozioni, in modo che l’ascoltatore non si distragga e non si annoi mai; alterno quindi un brano slow ad uno vivace, utilizzando a tal fine i diversi generi musicali che arricchiscono il mio repertorio, ossia blues, delta blues, country blues, chicago blues, texas shuffle, boogie, funk, rock, r’n’r, soul, spiritual & gospel, r’n’b, country & western, southern rock, traditionals & ballads … Dopodiche’ inizia la serata, e poiche’ ogni concerto e’ una storia a se’, dato che sia i musicisti che il pubblico reagiscono in maniera sempre diversa, mi adatto di volta in volta a quanto succede, e modifico in corsa la scaletta, proponendo i brani che in quel momento mi sembrano piu’ adatti per continuare a tenere alta la tensione emotiva e musicale;

percio’ e’ fondamentale che ogni musicista ascolti gli altri, per capire quale stato d’animo li anima; questo i musicisti con cui suono lo sanno bene e sono sempre pronti ad ogni evenienza.

 

Capita a tutti di sbagliare, quando succede come reagisci?

Occorre partire dal presupposto che, come hai giustamente detto, l’errore fa parte del gioco … Di ogni gioco … E lo si deve accettare con serenita’, pertanto quando un musicista sbaglia non deve mai fermarsi, ne’ reagire con una smorfia di disappunto, perche’ un atteggiamento di questo tipo genera solo sconforto, ansia e sfiducia nei propri mezzi, e questi sentimenti negativi si trasmettono immediatamente sia sugli altri musicisti, che sul pubblico, generando tensione e pregiudicando il proseguo della performance; al contrario, all’errore si deve reagire sempre con un sorriso, come accade quando si inciampa senza, per fortuna, essere caduti in terra!

 

Il rapporto col pubblico: cosa bisogna assolutamente evitare? E cosa consigli di fare?

Come ho appena detto, il pubblico, ma ancor prima gli altri musicisti con cui si suona, avvertono sempre gli umori che aleggiano sul palco, quindi bisogna affrontare il live con assoluta naturalezza e serenita’, evitando atteggiamenti che non fanno parte della propria natura e del proprio carattere, perche’ altrimenti si rischia di risultare artefatti e goffi;

occorre invece, e non solo sul palco, essere se’ stessi, con i propri pregi e i propri difetti, e con la propria musica, senza mai curarsi troppo dell’opinione del pubblico, ma cercando di coinvolgere tutti nella medesima festa

 

Stasera sul palco devo essere…..quali sono gli aggettivi più importanti che definiscono la buona riuscita di una serata?

Rilassato e felice di poter suonare la mia musica in compagnia dei miei amici musicisti e alla presenza di un pubblico ben disposto ad ascoltarti

 

Qual’è la cosa più importante da fare per dare la giusta espressione a un brano?

Ogni brano e’ sempre e soltanto una storia che tu decidi di raccontare a modo tuo, accompagnandola con la tua musica, quindi innanzitutto occorre conoscere il testo del brano stesso, per sapere quale storia dovrai raccontare;

non e’ necessario, anche se e’ di molto aiuto, averla vissuta in prima persona, ma per potersi esprimere liberamente mentre la si racconta e’ opportuno quantomeno farla propria e immergersi in essa, solo così si potra’ essere credibili nel raccontarla. Ecco perche’ non capisco la presenza del leggio sul palco, come se si dovesse recitare una poesia mai sentita prima, o peggio ancora come se si dovesse proclamare un discorso in occasione di una conferenza; quanto al fatto che si possa dimenticare una parola o una frase ritorniamo a quanto detto a proposito dell’errore, vorra’ dire che si utilizzera’ un sinonimo, o si passera’ alla strofa successiva … Amen …

L’importante e’ sempre e solo non alterare il flusso emozionale della serata, perche’ e’ questo che arriva dritto al cuore di chi ascolta.

 

Chi sono gli artisti che per te rappresentano la massima espressione del live?

 

Sono tanti, forse troppi, ma tra tutti citerei gli stessi ai quali ho dedicato l’album ” BACK TO THE BLUES “, con il quale ho rirpeso la produzione musicale, ossia Edoardo Bennato, James Brown, Roy Buchanan, J.J. Cale, Ray Charles, Eric Clapton, Joe Cocker, Albert Collins, James Cotton, Willie Dixon, Bob Dylan, Robben Ford, Aretha Franklin, Buddy Guy, Jimi Hendrix, John Lee Hooker, Robert Johnson, Louis Jordan, Albert King, B.B. King, Freddie King, Mark Knopfler, Albert Lee, Jerry Lee Lewis, Bob Marley, John Mayall, Wes Montgomery, Little Richard, Carlos Santana, Sonny Terry, Steve Trovato, Stevie Ray Vaughan, T-Bone Walker, Little Walter, Muddy Waters, Johnny Guitar Watson, Junior Wells, Barry White, Sonny Boy Williamson II, Johnny Winter, Zz Top

Marco Sotgiu

Marco Sotgiu

Fondatore e Direttore di spettacolart.it Appassionato di musica. Suono la batteria. Non sono un giornalista.



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