Recensioni: Claudio Deoricibus with Andrea Braido – Cuarenta

Recensioni: Claudio Deoricibus with Andrea Braido – Cuarenta

Cuarenta è l’unicesimo album del chitarrista cagliaritano e vede l’incontro fra due chitarristi molto diversi fra loro, Claudio Deoricibus alla chitarra flamenca e Andrea Braido alla chitarra classica.

Il solo pensiero che ci sia Andrea Braido non deve trarci in inganno: non sentiremo mai un incontro fra la musica spagnola ed il rock.

I due chitarristi, così diversi fra loro, dimostrano subito un feeling inaspettato con un susseguirsi di assoli virtuosistici ed anche capaci di creare atmosfere ricche di pathos.

Braido con la sua chitarra classica centra bene il focus dell’album,  pensato e voluto con grande maestria e gusto da Claudio Deoricibus, esponente de El Nuevo Flamenco, un nuovo stile che fonde il Flamenco con altri stili musicali.
L’album è un susseguirsi di colori e ambienti creati dai bei temi di Deoricibus, con rumbe e tangos, che ci portano ad esplorare l’universo latino.

Claudio Deoricibus e Andrea Braido trovano un grande interplay anche con gli altri musicisti, i buoni Marcello Mossa “El Niño” (percussioni), Corrado la Ferla (sax), Nicola “Nico” Atzeni (percussioni), Mohamed Said (percussioni).

Claudio Deoricibus suggella i suoi 40 anni con questo eccellente album, Cuarenta, e, in un gioco di numeri, li celebra in concomitanza dei 40 anni del brano più famoso del chitarrista spagnolo Paco De Lucia, “Entre dos Aguas”, dedicandogli il brano Don Paco. E’ la prima traccia che apre l’album, in cui si sente l’influenza che ha avuto su di lui il famoso chitarrista spagnolo. Un brano con un tema molto interessante, in cui la chitarra classica di Andrea Braido fa sentire subito di sentirsi a suo agio con i ritmi latini, condotti magistralmente dalla chitarra flamenca di Claudio Deoricibus.

Plaza del Sol è una composizione gioiosa, una delle più interessanti del CD, in cui Deoricibus duetta magnificamente con Andrea Braido in questo brano brioso e allegro. I due dialogano e si alternano nell’accompagnamento e in un succedersi di assoli, così come si accade nei brani Ventana Rumberas e Improvisando.

Luz sobre la mar, Fadela e Sevilla sono tre brani suonati dalla sola chitarra di Claudio Deoricibus e interpretati con grande maestria. In Sevilla le atmosfere calde e passionali ci portano nel cuore della città di Siviglia. Un brano molto intenso che solo nella parte finale presenta una seconda chitarra che accompagna alla chiusura di un brano molto interessante.
Cuerdas y nada mas è l’unico brano in cui è presente anche il sassofono di Corrado la Ferla, che esalta il tono melanconico del brano.

La quinta traccia da anche il nome all’album, Cuarenta, è un brano melanconico che inizia con un solo di Braido dalle sonorità jazz al quale risponde Deoricibus con le atmosfere flamenche. Il gioco si ripete per tutto il brano che porta ad un finale inaspettato.
La luz de Aljsha è un bel tema in cui il mandolino, suonato da Deoricibus, crea un’atmosfera particolare, tappeto ideale per l’espressività degli assoli di chitarra di Deoricibus.

L’album scorre alternando ritmi ed intensità differenti, atmosfere, emozioni e colori dalle tinte molto intense che rendono l’ascolto molto piacevole; è un album che segna la maturità artistica di Claudio Deoricibus, artista in continua evoluzione e compositore di pregio, ed è per questo che consiglio vivamente l’ascolto di questo album.

Marco Sotgiu

Marco Sotgiu

Fondatore e Direttore di spettacolart.it Appassionato di musica. Suono la batteria. Non sono un giornalista.



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