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Recensioni: “Frank & Ruth” di “Marco Pacassoni Group”

Recensioni: “Frank & Ruth” di “Marco Pacassoni Group”

di Stefano Dentice
Ritenuto da una pletora di esperti uno fra i più talentuosi, creativi e rappresentativi musicisti del ‘900, Frank Zappa è stato un chitarrista e compositore statunitense musa ispiratrice per un’infinità di generazioni, soprattutto a partire dagli anni ’70.

Insieme a lui, sovente al suo fianco, ha figurato una percussionista di blasone internazionale come Ruth Komanoff, al secolo Ruth Underwood, strepitosa specialista dello xilofono, marimba e vibrafono. Il fulgido vibrafonista, marimbista e compositore Marco Pacassoni, assieme al suo formidabile gruppo costituito da Enzo Bocciero (pianoforte e tastiere), Alberto Lombardi (chitarre), Lorenzo De Angeli (basso) e dallo straordinario Gregory Hutchinson (batteria), formazione nella quale è ospite la talentuosissima cantante Petra Magoni (voce in “Planet of the Baritone Women”), ha reso omaggio a questi due grandi artisti come Zappa e Underwood, con una nuova realizzazione discografica intitolata Frank & Ruth, licenziata dall’etichetta italo-francese Esordisco, attraverso sette brani originali scaturiti dall’inesauribile meninge del chitarrista americano, “Stolen moments” (Bonus track) di Oliver Nelson e “For Ruth”, composizione figlia della sua ferace materia grigia.

Il groove corposo e deciso di “For Ruth” è immediatamente contagioso. L’eloquio di Pacassoni è adamantino, spigliato, fluente. Hutchinson, su un vamp assai accattivante, cesella un solo torrenziale, travolgente.

Il mood scanzonato di “Planet of the baritone women” mette l’argento vivo addosso. Qui Petra Magoni e Marco Pacassoni intessono un dialogo fitto e concitato inneggiando al free. “Sleep, Pink and Black (the napkins suite)” esalta le doti chitarristiche di Lombardi, che dà vita a un incedere suadente, colmo di intensità espressiva e fascinose venature bluesy.

Frank & Ruth è un album che non si può assolutamente catalogare come un mero tributo, poiché sarebbe del tutto sminuente nei riguardi di Marco Pacassoni e della sua brillante band, protagonisti di un lavoro dal quale emerge un’identità ben definita e una spiccata personalità.

Stefano Dentice

Stefano Dentice

Giornalista musicale e press agent freelance, si dedica prettamente al jazz e a generi musicali affini. Ha collaborato, in qualità di critico musicale, con riviste specializzate come Suono e riviste online quali Extra Music Magazine e Arte e Luoghi. Per queste testate giornalistiche ha prodotto recensioni, interviste e articoli. Attualmente, sempre in veste di critico musicale, collabora con i web magazine Sound Contest – Musica e altri linguaggi, Strumenti & Musica Magazine, Roma In Jazz, Italia in Jazz, SpettacolArt e Note in Vista, per i quali scrive recensioni, interviste, articoli e live report. Saltuariamente collabora anche con il portale ManduriaOggi, per il quale si occupa di musica jazz. Dal 2016, per le sezioni jazz e world music, è membro della giuria formata da critici musicali che decreta le nomination e vota per l’assegnazione dell’Orpheus Award, premio della critica in seno all’Accordion Art Festival. Si è occupato di promozione social per l’associazione musicale e culturale DeArt Progetti, scrivendo le schede di presentazione dei concerti al D’Ascoli Caffè Jazz Club. Da ufficio stampa ha lavorato per il Pomigliano Jazz in Campania (2015 e 2017), Bari in Jazz (2016) e Nazioni a Tavola di Norcia (2016). È il capo ufficio stampa del Francavilla è Jazz. Da press office ha curato la promozione di dischi quali: Lost in the Jungle (Principles Sound), Red Cloud (Dario Chiazzolino), Disordine (Chiara Raggi), In the Bloom (GB Project), Nemesi (Alberto La Neve), Lidenbrock - Concert for Sax and Voice (Alberto La Neve e Fabiana Dota), Magip (GB Project), Unfolkettable Two (Nico Morelli), A Beautiful Story (Rosario Bonaccorso), Night Windows (Alberto La Neve), I Thalàssa Mas (Francesco Mascio e Alberto La Neve). Il 13 giugno 2019 gli è stata conferita la Nomina di Accademico per Meriti Artistici da parte del Presidente dell’Accademia Internazionale Il Convivio, il prof. Angelo Manitta. Nel corso della sua attività ha intervistato svariati musicisti di blasone mondiale, come: Mike Melillo, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Giovanni Guidi, Daniele Di Bonaventura, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Renzo Ruggieri, Antonello Messina e moltissimi altri ancora.


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