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Recensioni: “Il Viaggio” di “Kimíya”

Recensioni: “Il Viaggio” di “Kimíya”

di Stefano Dentice

Un climax suggestivo, serafico, che sortisce un effetto lenitivo per l’anima.

Il viaggio è il nuovo capitolo discografico, prodotto da TerreSommerse, firmato Kimíya, formazione costituita da Pino Mazzarano (chitarra) e Peppe Fortunato (piano), nella quale, come valori aggiunti, figurano musicisti del calibro di Javier Girotto (sax soprano), Marco Siniscalco (basso) e Mimmo Campanale (batteria).

Il CD consta di nove brani, di cui cinque originali frutto della rigogliosa meninge del chitarrista e del pianista, mentre “A Thousand Years” (Sting), “Infant Eyes” (Wayne Shorter), “Ida Lupino” (Carla Bley) e “Out Of Control” (Mick Jagger-Keith Richards) completano la tracklist.
“Il viaggio”, brano eponimo, è particolarmente distensivo. L’incedere di Siniscalco è impetuoso, carico di nerbo, ma al contempo cantabile, dallo spiccato senso melodico. Mazzarano dà vita a un eloquio appassionato, essenziale ed estremamente causativo.

Il mood velatamente esotico di “Orient Express” è contagioso. Qui si staglia, inconfondibile, la voce sublime del sax soprano di Girotto, che pennella traiettorie sonore eteree, autentiche sculture marmoree, sostenuto impeccabilmente dal comping ricco, incalzante e fortemente energico intessuto da Campanale.

Da “Your Land” trasuda un pathos introspettivo che aumenta il livello dei decibel emozionali. L’elocuzione di Javier Girotto deborda di energia espressiva e sensibilità interpretativa.

“Il viaggio” è un album screziato, dalle tinte fusion, mediterranee. Un disco non incardinato su un unico stilema, ma soprattutto concepito con l’intento di puntare tutto su una comunicatività diretta, genuina, generosa, scientemente scevra di pleonastici orpelli.

Stefano Dentice

Stefano Dentice

Giornalista musicale e press agent freelance, si dedica prettamente al jazz e a generi musicali affini. Ha collaborato, in qualità di critico musicale, con riviste specializzate come Suono e riviste online quali Extra Music Magazine e Arte e Luoghi. Per queste testate giornalistiche ha prodotto recensioni, interviste e articoli. Attualmente, sempre in veste di critico musicale, collabora con i web magazine Sound Contest – Musica e altri linguaggi, Strumenti & Musica Magazine, Roma In Jazz, Italia in Jazz, SpettacolArt e Note in Vista, per i quali scrive recensioni, interviste, articoli e live report. Saltuariamente collabora anche con il portale ManduriaOggi, per il quale si occupa di musica jazz. Dal 2016, per le sezioni jazz e world music, è membro della giuria formata da critici musicali che decreta le nomination e vota per l’assegnazione dell’Orpheus Award, premio della critica in seno all’Accordion Art Festival. Si è occupato di promozione social per l’associazione musicale e culturale DeArt Progetti, scrivendo le schede di presentazione dei concerti al D’Ascoli Caffè Jazz Club. Da ufficio stampa ha lavorato per il Pomigliano Jazz in Campania (2015 e 2017), Bari in Jazz (2016) e Nazioni a Tavola di Norcia (2016). È il capo ufficio stampa del Francavilla è Jazz. Da press office ha curato la promozione di dischi quali: Lost in the Jungle (Principles Sound), Red Cloud (Dario Chiazzolino), Disordine (Chiara Raggi), In the Bloom (GB Project), Nemesi (Alberto La Neve), Lidenbrock - Concert for Sax and Voice (Alberto La Neve e Fabiana Dota), Magip (GB Project), Unfolkettable Two (Nico Morelli), A Beautiful Story (Rosario Bonaccorso), Night Windows (Alberto La Neve), I Thalàssa Mas (Francesco Mascio e Alberto La Neve). Il 13 giugno 2019 gli è stata conferita la Nomina di Accademico per Meriti Artistici da parte del Presidente dell’Accademia Internazionale Il Convivio, il prof. Angelo Manitta. Nel corso della sua attività ha intervistato svariati musicisti di blasone mondiale, come: Mike Melillo, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Giovanni Guidi, Daniele Di Bonaventura, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Renzo Ruggieri, Antonello Messina e moltissimi altri ancora.



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