Recensioni: “Ugliness is a beautiful thing” di Livio Bartolo Variable Unit

Recensioni: “Ugliness is a beautiful thing” di Livio Bartolo Variable Unit

di Stefano Dentice.
Seguire rigorosamente (e pedissequamente) schemi molto rigidi e precostituiti, purtroppo, talvolta, tende a tarpare la libertà creativa.

Questo concetto, fortunatamente, non è correlabile a quello espresso in “Ugliness is a beautiful thing”, nuovo capitolo discografico, licenziato da Angapp Music, autografato da Livio Bartolo Variable Unit (Double Quartet), ardimentosa e singolare formazione, che si snoda in un bizzarro doppio quartetto, costituita da Pietro Corbascio (tromba), Alessandro Semeraro (clarinetto), Francesca Galdi (flauto e sax tenore), Marco Calabretti (sax tenore e batteria), Livio Bartolo (chitarra), Simone Deve (pianoforte), Andrea Esperti (contrabbasso), Gianni Lanotte (batteria), nella quale in “Se guardi la mia faccia, del 13 non troverai traccia” figura un ospite d’eccezione come Gianni Lenoci (pianoforte), uno fra i più autorevoli esponenti italiani del free e dell’avant-garde jazz.

Il CD consta di sei composizioni originali scaturite dalla vulcanica materia grigia di Bartolo.Il maliardo andamento swingante e le sopraffine dissonanze di “Eureka!” sono immediatamente contagiose. L’eloquio di Calabretti è sinuoso, suadente, adornato da un suono che emana calore. Il chitarrista dà vita a un’elocuzione tensiva, che deborda di colta musicalità. L’incedere di Corbascio, soprattutto sul double time, è particolarmente spigliato, assai energico. Deve cesella architetture armoniche estremamente interessanti.

“Se guardi la mia faccia, del 13 non troverai traccia” è un brano che lascia letteralmente con il fiato sospeso. Qui il playing di Lenoci è magnetico, sorprendente, a tratti inquietante, specialmente quando si intesse un fitto dialogo, con Bartolo, che crea scenari sonori surreali e suggestivi.

Il climax di “Eve (For F.)”è carezzevole, distensivo. Il discorso improvvisativo di Francesca Galdi è genuino, locupletato da una tenera cantabilità e da un fine senso melodico. Dal solo di Esperti trasuda trasporto emotivo e nerbo comunicativo. “Ugliness is a beautiful thing” è un album che occhieggia palesemente a free e avant-garde jazz, in cui niente è oleografico, nulla deriva da licks o patterns di facile appeal, bensì è tutto frutto di autenticità espressiva, vivido estro del momento e brama di ricerca e sperimentazione.

Stefano Dentice

Stefano Dentice

Critico musicale indipendente e Press Agent freelance, si occupa prettamente di jazz e generi musicali affini. Ha collaborato, in qualità di critico musicale, con riviste specializzate come Suono e webmagazine quali Extra Music Magazine e Arte e Luoghi. Per queste testate giornalistiche ha prodotto recensioni, interviste e articoli. Attualmente, sempre in veste di critico musicale, collabora con i web magazine Sound Contest –Musica e altri linguaggi, Strumenti & Musica Magazine, Roma in Jazz e Italia in Jazz, per i quali scrive recensioni, interviste, articoli e live report. Saltuariamente, collabora anche con il portale ManduriaOggi, per il quale si occupa di musica jazz. Dal 2016, per le sezioni jazz e world music, è membro della giuria formata da critici musicali che decreta le nomination e vota per l’assegnazione dell’Orpheus Award, premio della critica in seno all’Accordion Art Festival. Da Ufficio Stampa, ha lavorato per il Pomigliano Jazzin Campania (2015 e 2017), Bari in Jazz (2016) e Nazioni a Tavola di Norcia (2016). È il capo Ufficio Stampa del Francavilla è Jazz. Da Press Office, ha curato la promozione di dischi quali:– Lost in the Jungle -Principles Sound, Red Cloud – Dario Chiazzolino, Disordine – Chiara Raggi, In the Bloom - GB Project, Nemesi – Alberto La Neve, Lidenbrock (Concert for Sax and Voice) – Alberto La Neve e Fabiana Dota, Magip – GB Project, Unfolkettable Two – Nico Morelli, A Beautiful Story – Rosario Bonaccorso. Nel corso della sua attività ha intervistato svariati musicisti di prestigio, come: Mike Melillo, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Giovanni Guidi, Daniele Di Bonaventura, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Renzo Ruggieri, Antonello Messina, solo per citarne alcuni.


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