RICORRENZE MUSICALI: CAB CALLOWAY

RICORRENZE MUSICALI: CAB CALLOWAY

VENERDÌ 18 NOVEMBRE 2016, 17° puntata di “RICORRENZE MUSICALI”: CAB CALLOWAY.

Rubrica ideata e curata da Salvatore Amara, chitarrista e autore cagliaritano.

Il giorno 18 NOVEMBRE 1994 a Hockessin, Delaware moriva CABELL CALLOWAY III, noto CAB

CAB CALLOWAY
Cabell Calloway III, noto Cab (Rochester, New York 25 dicembre 1907 – Hockessin, Delaware 18 novembre 1994).
Attore, bandleader e cantante jazz. I suoi genitori si accorsero subito del suo talento musicale e nel 1922 lo mandarono a lezione di canto lirico. Continuò a studiare musica e canto anche durante il periodo scolastico, e nonostante i suoi genitori e i suoi insegnanti disapprovassero il jazz Calloway iniziò a frequentare e ad esibirsi nei vari nightclubs di Baltimore. Grazie a sua sorella maggiore, la cantante Blanche Calloway, che lo introdusse nell’ambiente jazz di Chicago, entrò in contatto con i principali artisti jazz, tra cui i suoi primi mentori, ossia il batterista Chick Webb, e il pianista Johnny Jones. Terminata la scuola, Calloway partì in tour, con sua sorella maggiore Blanche, con una rivista di musica popolare afroamericana, Plantation Days. I suoi genitori speravano che diventasse un avvocato, come il padre, ma il suo principale interesse era il canto e lo show business, e così trascorse molte serate al Dreamland Ballroom, al Sunset Cafe e al Club Berlin, suonando come batterista, cantante e M.C. Nel 1929 lasciò gli studi per cantare con la band The Alabamians, formata da undici elementi, e l’anno dopo andò a dirigere un’altra orchestra, The Missourians, più tardi ribattezzata Cab Calloway and His Orchestra, che venne scritturata per sostituire Duke Ellington e la sua orchestra nel prestigioso Cotton Club di Harlem. Nel 1931 la sua fu la prima orchestra afroamericana ad effettuare una tournée nel sud degli Stati Uniti, e nel 1935 partì per una lunga tournée in Europa. La popolarità della sua orchestra aumentò grazie al programma nazionale della NBC, che mandò in onda dal vivo i concerti al Cotton Club. Le principali emittenti statunitensi, i grandi networks, che dominavano la comunicazione all’epoca, riservarono a Cab Calloway , come pure a Ellington, uno spazio che mai prima di allora era stato concesso ad un artista nero. Calloway divenne uno dei musicisti jazz più conosciuti del periodo, e partecipò anche allo spettacolo di Bing Crosby al Paramount Theatre di New York. Nel 1931 registrò la celeberrima Minnie the Moocher e negli anni 30 prese parte ad una serie di films per la Paramount, specie quelli dove figuravano orchestre jazz. La sua orchestra divenne una delle più celebri jazz band del Paese, e dopo la chiusura del Cotton Club, Cab Calloway e la sua orchestra si trasferirono inizialmente in un altro locale, il Club Zanzibar, poi cominciarono a viaggiare, facendo concerti in varie città degli Stati Uniti e all’estero. Nel 1948, tuttavia, a causa di alcune pessime iniziative finanziarie, e del suo vizio per il gioco d’azzardo, prese la decisione di sciogliere l’orchestra, non potendo più garantire uno stipendio fisso a tutti i suoi musicisti, e da quel momento la ricostituì solo in occasione dei singoli concerti, o per le tournée. Continuò a prendere parte a vari films musicali, nei quali cantava e ballava. Nel 1967 apparve all’Ed Sullivan Show, e nello stesso anno fu il co-protagonista della versione afroamericana di Hello, Dolly! a Broadway, che lo tenne impegnato per tre anni, con repliche in varie città. Nel 1976 uscì la sua autobiografia, Of Minnie the Moocher and Me. Nel 1993 fu premiato con la National Medal of Arts, dall’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, ma l’anno dopo ebbe un grave attacco cardiaco e pochi mesi dopo morì.

Scheda liberamente e parzialmente tratta dal libro UN SALTO NEL BLUES, di Salvatore Amara – CUEC Editrice www.cuec.eu

BRANO DEL GIORNO
MINNIE THE MOOCHER

Cab Calloway catturò nuovamente l’attenzione del grande pubblico nel 1980, quando partecipò al film The Blues Brothers, cantando Minnie the Moocher, che lo fece scoprire alle nuove generazioni, che non avevano conosciuto l’epoca d’oro del jazz, cui seguirono diversi concerti e collaborazioni con cantanti e musicisti ben più giovani di lui. Apparve, quindi, in diversi spots pubblicitari anche in Inghilterra e trascorse gli ultimi anni della sua vita come celebrato ed amato membro, a riposo, della sua comunità nel nord del Delaware, continuando ad esibirsi occasionalmente.

DICIOTTESIMO APPUNTAMENTO VENERDÌ 2 DICEMBRE 2016
Nella prossima puntata di “RICORRENZE MUSICALI” si parlerà di ODETTA HOLMES, deceduta a New York, New York, il 2 DICEMBRE 2008

ACCEDI al FORMAT di approfondimento “PERCORSI MUSICALI”, sempre ideato e curato da SALVATORE AMARA in cui l’autore-chitarrista segnala alcuni aspetti, musicali e non, relativi al brano scelto.

Per maggiori informazioni:

– sull’Autore: visita il sito web www.salvatoreamara.it

Il libro UN SALTO NEL BLUES può essere acquistato nelle migliori librerie e anche on line su

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e in tutti i principali portali web

Salvatore Amara

Salvatore Amara

Chitarrista, cantante, compositore, scrittore.


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