fbpx

TOMMASO PERAZZO: IL MISTERO E’ CONNESSO CON LA MUSICA | Spettacolart

TOMMASO PERAZZO: IL MISTERO E’ CONNESSO CON LA MUSICA | Spettacolart

Per inaugurare la nuova rubrica dedicata ai giovani talenti che stanno emergendo nel jazz abbiamo intervistato Tommaso Perazzo.

Giovane pianista e organista ventitreenne di Angera, Tommaso Perazzo vive attualmente in Olanda dove si è appena diplomato al Conservatorio di Amsterdam nel programma piano jazz Bachelor.

In Olanda ha iniziato a maturare le sue esperienze musicali; ha avuto vari riconoscimenti, fra cui, nel 2018 il “Premio Internazionale Massimo Urbani” (clicca qui per leggere tutto sulle sue esperienze musicali) e nel mese di marzo del 2019 ha pubblicato il suo primo lavoro discografico “What’s coming next?” (Musicamdo Jazz Records). L’abbiamo incontrato per conoscerlo meglio.

Da grande vorrei fare…. il jazzista! È un sogno che diventa realtà? Tommaso quando hai iniziato a pensare a cosa fare da grande?

Ho sempre sognato, fin da quando ero piccolo, di diventare un musicista e questo progetto ha iniziato a realizzarsi quando mi sono trasferito in Olanda nel settembre 2015 per proseguire i miei studi presso il Conservatorio di Amsterdam e fare al tempo stesso un’esperienza all’estero in una città nuova e stimolante.

Questo mi ha permesso di iniziare a costruirmi una carriera nel mondo del jazz, grazie all’eccellente livello di musicisti presenti ed alla varietà della scena musicale del posto; ho avuto infatti varie volte la possibilità di fare esperienza sul campo con diversi progetti, suonando anche su un palco prestigioso come il Bimhuis di Amsterdam.

Sono ovviamente consapevole della difficoltà di affermarsi, ma al tempo stesso sono convinto che attualmente ci siano tante possibilità che possono favorire noi musicisti emergenti: ad esempio la facilità negli spostamenti che permette di viaggiare molto suonando, o Internet che dà accesso ad una quantità ed una varietà illimitata di musica e favorisce lo scambio di contatti, garantendo la velocità di comunicazione e di costruzione del network musicale.

Sono comunque consapevole che per realizzare questo sogno serve naturalmente un grande e costante impegno e un grande lavoro sullo strumento!

Tommaso Perazzo pianista

Com’è nata la passione per il piano e per il jazz?

La passione per il piano e per il jazz in particolare, è nata fin da piccolo, da quando avevo 4-5 anni; mio papà era un grande appassionato di musica, oltre ad essere un pianista amatore, così fin da bambino mi ha spinto ad iniziare a suonare il pianoforte, ad ascoltare buoni dischi e ad apprezzare concerti, anche di classica, dal vivo.

Ricordo che nei miei primi anni passati a suonare e ad ascoltare musica ero attratto da una grande varietà di stili, dal Boogie-woogie alle band Rock&Roll come i Ten Years After e da grandi tastieristi ed hammondisti come Keith Emerson e Jimmy Smith.

Quando avevo 8 anni mio papà ha acquistato un organo Hammond A 100 originale, così agli studi pianistici ho affiancato anche quelli organistici, ispirato da grandi dello strumento come Brian Auger e Joey de Francesco.

Col passare del tempo mi sono poi avvicinato maggiormente al jazz, scoprendo grandi pianisti come Michel Petrucciani e Herbie Hancock.

Tommaso Perazzo

Chi sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato?

Tanti artisti rappresentano per me fonte di ispirazione e di modello stilistico ma ne vorrei nominare uno in particolare che mi ha influenzato molto: è Keith Jarrett, il grande pianista e compositore americano; ho iniziato ad ascoltarlo in uno dei suoi capolavori più conosciuti “the Köln Concert” e poi, approfondendo l’ascolto, ho scoperto tanti elementi che caratterizzano il suo stile e la sua musicalità unica.

Jarrett rappresenta per me un modello straordinario, soprattutto per la sua visione della musica: suona sempre con una naturalezza, onestà e spontaneità totale e al tempo stesso è perfettamente consapevole di quello che sta succedendo durante l’improvvisazione; grazie alla sua impressionante padronanza dello strumento percorre direzioni e strade sempre nuove e avventurose, creando momenti emotivi unici.

Tommaso-Perazzo-jazz-pianist

Di recente Herbie Hancock e Wayne Shorter nella “lettera ai giovani artisti” sostengono che “Il mondo ha bisogno di nuove strade da percorrere: lotta per creare azioni sempre nuove, non omologarti mai”.

Tu direzione hai scelto? Come stai lavorando per creare il tuo stile?

Credo che costruire un proprio stile sia uno dei compiti più ardui per un artista, ma al tempo stesso uno degli obiettivi principali; la “Lettera ai giovani artisti” di H. Hancock e W. Shorter rappresenta un bellissimo messaggio e personalmente mi dà coraggio e sicurezza per andare avanti per la mia strada senza accettare compromessi che limitino la scoperta di un mio stile.

Il mio obiettivo principale di musicista è infatti quello di non limitarsi a suonare uno strumento, ma cercare di andare oltre per fare uscire sempre vera musica “in the moment”, di comunicare delle emozioni: mi piacerebbe trasmettere qualcosa di me stesso al pubblico.

 

Dal punto di vista tecnico sto cercando di sviluppare il più possibile il mio suono, il mio tocco sullo strumento; inoltre, mi piace molto sperimentare effetti come il piano preparato o le corde pizzicate. Nelle mie composizioni cerco di raccontare delle emozioni che ho provato, come ad esempio in “Back home”, la prima traccia del mio disco.

Tommaso-Perazzo-jazz

Nel 2019 è uscito il tuo primo lavoro discografico “What’s coming next?” un album di composizioni originali col tuo trio, con una copertina emblematica e una domanda a titolo dell’album. Parlaci di questo progetto

La realizzazione del mio primo disco “What’s coming next?” è stata un’esperienza unica e stimolante e al tempo stesso un lavoro molto impegnativo: ho speso tanto tempo a preparare la musica e il progetto e, dopo la registrazione, a selezionare le tracce migliori cercando di ottenere un buon suono finale che permettesse di cogliere tutte le sfumature del trio.

Sono molto contento di aver avuto la possibilità di registrarlo con due miei amici e musicisti emergenti come Kimon Karoutzos al basso e Marcello Cardillo alla batteria che mi hanno supportato in maniera eccellente.

Il titolo dell’album, in italiano “Cosa succederà dopo? ” è una domanda su cui spesso rifletto, affascinato dall’imprevedibilità e dalla misteriosità del futuro: noi possiamo pianificare le nostre scelte e cercare di seguire le direzioni delle nostre strade, tuttavia non possiamo prevedere le combinazioni di fattori imprevedibili tra loro e le incognite che ne derivano.

 

Considero questo uno degli aspetti della vita più affascinanti, che possiede una connessione significativa con la musica; in questo album abbiamo cercato di trasmettere questo concetto partendo da composizioni e idee musicali scritte, per lasciarci poi trasportare dalla musica stessa che spesso ci ha permesso di raggiungere momenti totalmente inaspettati e sorprendenti.

La foto di copertina, che è stata scattata da mio fratello Matteo in Hyde Park a Londra, rappresenta What’s coming next_Tommaso\ Perazzobene a mio avviso il titolo del disco;

si vede infatti un albero riflesso nell’acqua, capovolto e in bianco e nero:

l’ho scelta perché è misteriosa e affascinante al tempo stesso e rappresenta inoltre una dedica alla natura, sempre più sacrificata nel mondo urbanizzato e frenetico di oggi, ma che resta un elemento fondamentale.

Spero che, anche attraverso la nostra musica, questo piccolo messaggio trovi spazio e venga compreso.

 

Marco Sotgiu

Marco Sotgiu

Fondatore e Direttore di spettacolart.it Appassionato di musica. Suono la batteria. Non sono un giornalista.


Tags assigned to this article:
JazzpianistaPianista JazzTommaso Perazzo

Related Articles

É uscito “Vivo per metà” il nuovo album di Giovanni Selis

In uscita il 20 dicembre su tutte le maggiori piattaforme digitali “Vivo per metà” del cantautore sardo Giovanni Selis, preceduto

Ah, gli artisti!!!

– Anarchìcca – Brevissima disamina sulla musica nel cagliaritano.   Il polso della situazione, in materia artistico/musicale locale, non è

Nik Valente: il 7 dicembre esce il singolo Passerà

In occasione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, arriva “Passerà”, il nuovo brano di Nik Valente. Nato e

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment