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In uscita il 16 Marzo il singolo “Ma la nob”di Adiouza feat. Claudio Deoricibus

In uscita il 16 Marzo il singolo “Ma la nob”di Adiouza feat. Claudio Deoricibus

Claudio Deoricibus protagonista del singolo di Adiouza “Ma la nob”

E’ in uscita il 16 Marzo Ma la nob, il Latin Remix by – Mario Ana – della straordinaria cantante e star senegalese Adiouza.

Adiouza – Ma la nob remix

Abbiamo incontrato il giovane chitarrista Claudio Deoricibus per conoscerlo meglio.

Com’è nata l’idea di fare il Remix di Ma la nob?

Claudio: l’idea è nata quasi per gioco. Ho ascoltato la versione originale di Ma la nob per la prima volta, grazie a un’amica senegalese che segue la cantante da tempo. Il brano mi è piaciuto subito, così come la straordinaria voce di quest’artista non solo di grande talento ma particolarmente comunicativa, un’artista che arriva dritta al cuore dell’ascoltatore. Già dal primo ascolto avevo individuato la possibilità di inserirmi con la chitarra ed il mio stile, quasi a immaginare ciò che oggi è il remix. Così una volta in studio, sempre per gioco, assieme a Mario Ana abbiamo realizzato una bozza del brano e inviato la stessa poi ad Adiouza.

Adiuza è una star in Senegal ed è molto nota anche in Francia, come ha accolto la tua proposta?

Claudio: arrivare ai grandi artisti non è mai semplice, soprattutto se non ti conoscono e quindi non possono sapere se fidarsi o meno. La sorte ha voluto che lei capisse che dietro a quella proposta c’era una produzione seria e guidata da persone che rispettano e tutelano il buon nome e la credibilità di un grande artista. La sua risposta è stata molto positiva, l’idea del remix le è piaciuta tantissimo, tant’è che avremmo dovuto incontrarci a Parigi per una sessione in studio di registrazione, ma poi non essendoci tempo, la stessa ha capito che poteva demandare affidandosi al nostro studio. Così, sempre da Parigi, abbiamo ricevuto le voci originali e potuto terminare il remix.

E’ un singolo che si rivolge al pubblico Latino e della world music, hai già in programma un tour di promozione?

Claudio Deoricibus

Claudio: la gestione di un tour è un altro aspetto che va curato separatamente; assolutamente si, l’idea è di presentare questa versione durante i live sia individualmente che nei possibili concerti assieme. Un percorso nuovo da valorizzare non solo nei Paesi Latini, ma nella stessa Europa e Africa. Sicuramente richiederà molto più tempo di quello impiegato per la realizzazione del remix stesso.

Non è il primo remix che fai

Claudio: no, è vero! Ne ho fatto diversi, tra cui i più importanti, oltre questo, sono il remix con Jovanotti di “Sabato”, che lo stesso Lorenzo ha gradito particolarmente, tanto da inserirlo tra i suoi preferiti e consigliati nel suo Soundcloud Ufficiale. Anche “Don’t be so shy” della cantante Imany, particolarmente apprezzato nel mercato discografico della dance e deep house, nonché preso in consegna e distribuito con un video da una produzione russa. Poi altri remix di minore importanza, ma comunque significativi e a conferma del fatto che il flamenco non è più solo un genere tradizionale ma è ormai un linguaggio universale.

Di recente ho sentito un flamenco e il suo canto mi ha fatto capire quanto la musica sarda tradizionale sia vicina a questa musica; cosa ti affascina del flamenco? Com’è nata questa passione?

Claudio: la Sardegna ha avuto circa 400 anni di dominazione spagnola, per cui questo testimonia le tante affinità, non solo musicali, che ci legano alla Spagna. Per risponderti su cosa mi ha affascinato del flamenco uso una famosa frase dell’amore e cioè: “il primo amore non si scorda mai”. La musica spagnola (poi diventata per me flamenco) è stato un fulmine a ciel sereno, una scossa violentissima che mi ha stregato fin dal primo ascolto e io ricordo che, ancora bambino, dissi: “voglio suonare questa musica!”. Da queste parole è seguita una vera e propria scelta di vita, dove è impossibile concepire o anche solo immaginare la mia vita senza la mia chitarra e il flamenco.

Sei alla ricerca di contaminazioni nella musica, chi sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente?

Claudio: il destino in qualche modo guida la tua vita, così come una mattina del 1987 (appena 14enne) quando, giunto in uno dei negozi di dischi più rinomato della città per acquistare l’album Bamboleo dei Gipsy Kings (che mi entusiasmarono tantissimo e di cui ho tutta la discografia), notai un disco di un certo Paco de Lucia, pensai “forse questo chitarrista suona flamenco”. Andai da un mio amico per ascoltarlo subito e non so come non mi abbiano ricoverato dall’emozione. Ero completamente fuori, battito cardiaco ormai alle stelle, brividi e pelle d’oca a non finire, qualcosa di incredibile. Il giorno dopo riandai immediatamente al negozio e chiesi se aveva altri dischi. Mi rispose che ne avevano altri tre, dissi: allora me li dia tutti! Tutti? Fece il responsabile, e continuò: ti dev’essere piaciuto molto! Ed io: lei non può capire quanto. Da quel momento in poi un’intera vita dedicata a questa incredibile realtà musicale e quindi la mia risposta è che sono assolutamente influenzato da Paco de Lucia e i Gipsy Kings, poi negli anni da altri grandi artisti del flamenco, ma non solo, ascolto con grande attenzione tutti gli altri generi musicali, da cui ricevo emozioni e traggo ispirazione.

 

Per maggiori informazioni:

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Marco Sotgiu

Marco Sotgiu

Fondatore e Direttore di spettacolart.it Appassionato di musica. Suono la batteria. Non sono un giornalista.


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